IPSOA Quotidiano

Bonus ricerca e sviluppo: tre nuovi codici per l'utilizzo in compensazione

01/03/2021 - L’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo 6938, 6939 e 6940 per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica, innovazione tecnologica 4.0 e altre attività innovative. I codici 6939 e 6940 devono essere utilizzati esclusivamente per compensare il maggior credito d’imposta corrispondente all’incremento dell’aliquota dell’agevolazione previsto per gli investimenti in ricerca e sviluppo nelle regioni del Mezzogiorno e del sisma centro Italia. L’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo 6938, 6939 e 6940 per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica, innovazione tecnologica 4.0 e altre attività innovative. I codici 6939 e 6940 devono essere utilizzati esclusivamente per compensare il maggior credito d’imposta corrispondente all’incremento dell’aliquota dell’agevolazione previsto per gli investimenti in ricerca e sviluppo nelle regioni del Mezzogiorno e del sisma centro Italia.

L'imposta sui servizi digitali trova il codice tributo

01/03/2021 - Con risoluzione n. 14/E del 2021 l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo 2700 per il versamento, tramite modello F24, dell’imposta sui servizi digitali. La scadenza per il primo versamento - fissata originariamente al 16 febbraio 2021 - è stata differita al 16 marzo 2021, per effetto della legge di conversione del decreto Milleproroghe. Con risoluzione n. 14/E del 2021 l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo 2700 per il versamento, tramite modello F24, dell’imposta sui servizi digitali. La scadenza per il primo versamento - fissata originariamente al 16 febbraio 2021 - è stata differita al 16 marzo 2021, per effetto della legge di conversione del decreto Milleproroghe.

Rottamazione ter e saldo e stralcio: proroga in vista per i versamenti del 1° marzo

01/03/2021 - È ufficiale la proroga del termine per il versamento delle rate 2020 di rottamazione ter e saldo e stralcio e della prima rata 2021 della rottamazione ter, in scadenza il 1° marzo. Con comunicato stampa del 27 febbraio 2021, il Ministero dell’Economia e delle finanze ha anticipato l’emanazione del provvedimento che dispone, a poche ore dalla scadenza, il differimento - a data ancora da destinarsi - del termine di versamento e mette al sicuro da possibili sanzioni circa 1,2 milioni di contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata e che oggi si trovano a fare i conti con le difficoltà economico-finanziarie conseguenti all’emergenza da Covid-19. È ufficiale la proroga del termine per il versamento delle rate 2020 di rottamazione ter e saldo e stralcio e della prima rata 2021 della rottamazione ter, in scadenza il 1° marzo. Con comunicato stampa del 27 febbraio 2021, il Ministero dell’Economia e delle finanze ha anticipato l’emanazione del provvedimento che dispone, a poche ore dalla scadenza, il differimento - a data ancora da destinarsi - del termine di versamento e mette al sicuro da possibili sanzioni circa 1,2 milioni di contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata e che oggi si trovano a fare i conti con le difficoltà economico-finanziarie conseguenti all’emergenza da Covid-19.

Sindacato escluso dalla responsabilità 231: una scelta da ripensare?

01/03/2021 - Si discute molto, recentemente, della possibile esclusione dal campo di applicazione del D.Lgs. n. 231/2001 sulla responsabilità degli enti per illeciti amministrativi di alcuni specifici enti, tra i quali anche i sindacati, e delle ripercussioni sistematiche e più generali di questa scelta nel nostro ordinamento. Ne consegue l’analisi delle ragioni della cautela espressa dal legislatore rispetto a tale esclusione, ma anche della difficoltà di armonizzare la possibile esclusione con la responsabilità riconosciuta, invece, in capo a tutti gli altri enti datori di lavoro. Si discute molto, recentemente, della possibile esclusione dal campo di applicazione del D.Lgs. n. 231/2001 sulla responsabilità degli enti per illeciti amministrativi di alcuni specifici enti, tra i quali anche i sindacati, e delle ripercussioni sistematiche e più generali di questa scelta nel nostro ordinamento. Ne consegue l’analisi delle ragioni della cautela espressa dal legislatore rispetto a tale esclusione, ma anche della difficoltà di armonizzare la possibile esclusione con la responsabilità riconosciuta, invece, in capo a tutti gli altri enti datori di lavoro.

Cassa integrazione Covid-19: come presentare le domande di anticipazione all'INPS

27/02/2021 - E’ articolata e piuttosto lunga la procedura predisposta dall’INPS per la presentazione delle domande di anticipazione dei trattamenti di integrazione salariale introdotti dalla disciplina emergenziale Covid-19. In particolare, il servizio telematico reso disponibile dall’Istituto si differenzia a seconda che si tratti di assegno ordinario, Cig ordinaria o in deroga e si compone sempre di due fasi, entrambe indispensabili per completare con successo la procedura di richiesta. Il datore di lavoro che presenta l’istanza deve porre particolare attenzione alla conferma definitiva della domanda e al calcolo delle settimane di intervento per cui viene postulata l’erogazione anticipata del 40% delle somme spettanti ai propri lavoratori dipendenti. E’ articolata e piuttosto lunga la procedura predisposta dall’INPS per la presentazione delle domande di anticipazione dei trattamenti di integrazione salariale introdotti dalla disciplina emergenziale Covid-19. In particolare, il servizio telematico reso disponibile dall’Istituto si differenzia a seconda che si tratti di assegno ordinario, Cig ordinaria o in deroga e si compone sempre di due fasi, entrambe indispensabili per completare con successo la procedura di richiesta. Il datore di lavoro che presenta l’istanza deve porre particolare attenzione alla conferma definitiva della domanda e al calcolo delle settimane di intervento per cui viene postulata l’erogazione anticipata del 40% delle somme spettanti ai propri lavoratori dipendenti.

Responsabilità del datore di lavoro per il contagio da Covid-19: è urgente definire un perimetro certo

27/02/2021 - La questione giuridica della responsabilità dei datori di lavoro, pubblici e privati, per il contagio da Covid-19 ha il pregio di aver rinnovato l’esigenza di una riflessione ben più ampia su una problematica già insita da tempo nel nostro ordinamento. Emerge la necessità di confini certi per la responsabilità datoriale con il ricorso a tecniche regolatorie nuove, a un sistema chiaro di prevenzione e di governance (possibilmente pubblico-privato) del rischio imprenditoriale, definito di concerto con l’istituzione pubblica e con il coinvolgimento dei lavoratori. Di questo tema ha solo iniziato ad occuparsi il decreto Liquidità. Ma è urgente estendere la riflessione. Secondo quali direttrici? La questione giuridica della responsabilità dei datori di lavoro, pubblici e privati, per il contagio da Covid-19 ha il pregio di aver rinnovato l’esigenza di una riflessione ben più ampia su una problematica già insita da tempo nel nostro ordinamento. Emerge la necessità di confini certi per la responsabilità datoriale con il ricorso a tecniche regolatorie nuove, a un sistema chiaro di prevenzione e di governance (possibilmente pubblico-privato) del rischio imprenditoriale, definito di concerto con l’istituzione pubblica e con il coinvolgimento dei lavoratori. Di questo tema ha solo iniziato ad occuparsi il decreto Liquidità. Ma è urgente estendere la riflessione. Secondo quali direttrici?

Bilancio 2020: deroga alla continuità aziendale e principio di competenza per i ristori

01/03/2021 - Nella redazione del bilancio 2020 le imprese potranno avvalersi della deroga alla valutazione della continuità aziendale prevista dal decreto Rilancio in seguito all’emergenza Covid-19. L’opzione vale solo per i bilanci redatti applicando la normativa del codice civile ed è applicabile ai bilanci d’esercizio chiusi successivamente al 23 febbraio 2020 e prima del 31 dicembre 2020, nonché ai bilanci in corso al 31 dicembre 2020. Le società che decidono di avvalersene devono darne informazione nella nota integrativa. Nel bilancio, i contributi previsti dagli interventi emergenziali dovranno essere rilevati secondo il principio di competenza, ossia con riferimento al momento in cui matura il diritto allo specifico contributo. Nella redazione del bilancio 2020 le imprese potranno avvalersi della deroga alla valutazione della continuità aziendale prevista dal decreto Rilancio in seguito all’emergenza Covid-19. L’opzione vale solo per i bilanci redatti applicando la normativa del codice civile ed è applicabile ai bilanci d’esercizio chiusi successivamente al 23 febbraio 2020 e prima del 31 dicembre 2020, nonché ai bilanci in corso al 31 dicembre 2020. Le società che decidono di avvalersene devono darne informazione nella nota integrativa. Nel bilancio, i contributi previsti dagli interventi emergenziali dovranno essere rilevati secondo il principio di competenza, ossia con riferimento al momento in cui matura il diritto allo specifico contributo.

Sospensione degli ammortamenti e rivalutazione dei beni d'impresa: cosa cambia nella nota integrativa

27/02/2021 - Nel bilancio 2020 ci si può avvalere della possibilità di sospendere gli ammortamenti: il decreto Agosto consente, infatti, di non applicare - in tutto od in parte - le quote dell’ammortamento dell’esercizio in deroga alle norme civilistiche. Tuttavia, chi sceglie di redigere il bilancio “in deroga” dovrà darne conto in nota integrativa, specificando per quali immobilizzazioni e in che misura non sono stati effettuati gli ammortamenti, le ragioni della scelta e l’impatto in termini economici e patrimoniali. In nota integrativa bisognerà dare conto anche della scelta di voler operare una rivalutazione dei beni d’impresa, attuabile grazie alle disposizioni dei decreti Agosto e Liquidità per le imprese turistico alberghiere. Nel bilancio 2020 ci si può avvalere della possibilità di sospendere gli ammortamenti: il decreto Agosto consente, infatti, di non applicare - in tutto od in parte - le quote dell’ammortamento dell’esercizio in deroga alle norme civilistiche. Tuttavia, chi sceglie di redigere il bilancio “in deroga” dovrà darne conto in nota integrativa, specificando per quali immobilizzazioni e in che misura non sono stati effettuati gli ammortamenti, le ragioni della scelta e l’impatto in termini economici e patrimoniali. In nota integrativa bisognerà dare conto anche della scelta di voler operare una rivalutazione dei beni d’impresa, attuabile grazie alle disposizioni dei decreti Agosto e Liquidità per le imprese turistico alberghiere.

Al via la sperimentazione massiva del progetto Bilancio Confidi

26/02/2021 - Il Consiglio Direttivo di XBRL Italia ha deliberato l’avvio della sperimentazione massiva del progetto Bilancio Confidi, per consentire a tutti i Confidi minori di depositare presso il Registro delle Imprese, in via volontaria, il proprio bilancio nel formato XBRL già a partire dall’esercizio 2020. Il Consiglio Direttivo di XBRL Italia ha deliberato l’avvio della sperimentazione massiva del progetto Bilancio Confidi, per consentire a tutti i Confidi minori di depositare presso il Registro delle Imprese, in via volontaria, il proprio bilancio nel formato XBRL già a partire dall’esercizio 2020.

Bonus casa e superbonus 110%: entro il 31 marzo l'opzione tra cessione e sconto in fattura

24/02/2021 - E’ stato prorogato dal 16 al 31 marzo 2021 il termine ultimo per comunicare all’Agenzia delle Entrate l’opzione scelta tra lo sconto in fattura o la cessione del superbonus del 110% e degli altri bonus edilizi spettanti per le spese sostenute nel 2020. La proroga è stata comunicata dal direttore dell’Agenzia delle Entrate con provvedimento del 22 febbraio 2021. Il mancato invio della comunicazione nei termini e con le modalità previsti rende l’opzione inefficace nei confronti dell’Agenzia delle entrate. La possibilità di monetizzare i bonus edilizi è aperta anche per le spese che saranno sostenute nel 2021 e, esclusivamente per il superbonus 110%, per quelle sostenute nel 2022. E’ stato prorogato dal 16 al 31 marzo 2021 il termine ultimo per comunicare all’Agenzia delle Entrate l’opzione scelta tra lo sconto in fattura o la cessione del superbonus del 110% e degli altri bonus edilizi spettanti per le spese sostenute nel 2020. La proroga è stata comunicata dal direttore dell’Agenzia delle Entrate con provvedimento del 22 febbraio 2021. Il mancato invio della comunicazione nei termini e con le modalità previsti rende l’opzione inefficace nei confronti dell’Agenzia delle entrate. La possibilità di monetizzare i bonus edilizi è aperta anche per le spese che saranno sostenute nel 2021 e, esclusivamente per il superbonus 110%, per quelle sostenute nel 2022.

Bonus casa e superbonus 110%: come e quando utilizzarli

20/02/2021 - Tanti i bonus edilizi disponibili nel 2021, tra conferme e novità. In primo piano il superbonus 110%, ma anche la possibilità di utilizzare il bonus facciate, l’eco e il sismabonus, il bonus ristrutturazioni, il bonus mobili, il bonus verde e il nuovo bonus idrico. Un intreccio di incentivi che occorre valutare con attenzione, al fine di individuare quello più adatto alle proprie esigenze ed anche più conveniente. Nella guida, realizzata in collaborazione con Bruno Pagamici e Rita Friscolanti, tutte le informazioni per fare la scelta giusta. Tanti i bonus edilizi disponibili nel 2021, tra conferme e novità. In primo piano il superbonus 110%, ma anche la possibilità di utilizzare il bonus facciate, l’eco e il sismabonus, il bonus ristrutturazioni, il bonus mobili, il bonus verde e il nuovo bonus idrico. Un intreccio di incentivi che occorre valutare con attenzione, al fine di individuare quello più adatto alle proprie esigenze ed anche più conveniente. Nella guida, realizzata in collaborazione con Bruno Pagamici e Rita Friscolanti, tutte le informazioni per fare la scelta giusta.

Imprese meridionali: approvata la proroga del regime di sovvenzioni dirette

19/02/2021 - La Commissione europea approva le modifiche apportate dall’Italia al regime di sovvenzioni dirette a sostegno delle imprese operanti nelle regioni dell'Italia meridionale colpite dalla pandemia di coronavirus, è in linea con il quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato. Tra queste: la proroga della durata del regime fino al 31 dicembre 2021, lo stanziamento di 4,8 miliardi di euro per il 2021, l'irrigidimento dei requisiti di ammissibilità e l'aumento dei massimali di aiuto per impresa. La Commissione europea approva le modifiche apportate dall’Italia al regime di sovvenzioni dirette a sostegno delle imprese operanti nelle regioni dell'Italia meridionale colpite dalla pandemia di coronavirus, è in linea con il quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato. Tra queste: la proroga della durata del regime fino al 31 dicembre 2021, lo stanziamento di 4,8 miliardi di euro per il 2021, l'irrigidimento dei requisiti di ammissibilità e l'aumento dei massimali di aiuto per impresa.

I conti dell'Italia, dal Pil al debito del 2020

01/03/2021 - Stacco del dividendo per Goldman Sachs (lunedì) e BlackRock (giovedì). Sul fronte sindacale, mercoledì la Cisl elegge il nuovo segretario al posto di Annamaria Furlan. Stacco del dividendo per Goldman Sachs (lunedì) e BlackRock (giovedì). Sul fronte sindacale, mercoledì la Cisl elegge il nuovo segretario al posto di Annamaria Furlan.

L'economia italiana va sotto il microscopio dell'Istat

27/02/2021 - Lunedì l’istituto di statistica presenterà il suo rapporto sull’economia nazionale nell’anno della pandemia, con indicazioni preziose anche sulla situazione della ripresa. Così come importanti saranno le indicazioni del giorno dopo della Sace con la risk map sui Paesi del Mondo, con un’attenzione all’internazionalizzazione che sarà guidata per la prima volta da una donna e da un esponente dell’Africa come direttrice generale dell’Organizzazione mondiale del Commercio Wto: l’economista nigeriana (ma con passaporto anche americano) Ngozi Okonjo-Iweala. Lunedì l’istituto di statistica presenterà il suo rapporto sull’economia nazionale nell’anno della pandemia, con indicazioni preziose anche sulla situazione della ripresa. Così come importanti saranno le indicazioni del giorno dopo della Sace con la risk map sui Paesi del Mondo, con un’attenzione all’internazionalizzazione che sarà guidata per la prima volta da una donna e da un esponente dell’Africa come direttrice generale dell’Organizzazione mondiale del Commercio Wto: l’economista nigeriana (ma con passaporto anche americano) Ngozi Okonjo-Iweala.

Reati 231 e responsabilità civile: i disorientamenti giurisprudenziali penalizzano le imprese

27/02/2021 - Allargare la responsabilità amministrativa degli enti introducendo nuove fattispecie di reato che la determinano (tra le ultime, e più rilevanti, i reati tributari) e affiancare pretese privatistiche alla domanda pubblica portata avanti dal PM significa aggravare (i costi del) la difesa dell’ente in un contesto legislativo che già vede le imprese chiamate a rispondere di oneri propri e impropri. Sempre più si avverte la necessità di un intervento legislativo che risponda alle esigenze e agli interrogativi posti dall’emergenza Covid e che non consenta fughe in avanti a parte della giurisprudenza. Tolleranza zero, ma nessuno spazio ad accanimenti anti-imprenditoriali che, traducendosi in minori investimenti e minore capacità operativa, aggraverebbero situazioni aziendali già compromessi. Allargare la responsabilità amministrativa degli enti introducendo nuove fattispecie di reato che la determinano (tra le ultime, e più rilevanti, i reati tributari) e affiancare pretese privatistiche alla domanda pubblica portata avanti dal PM significa aggravare (i costi del) la difesa dell’ente in un contesto legislativo che già vede le imprese chiamate a rispondere di oneri propri e impropri. Sempre più si avverte la necessità di un intervento legislativo che risponda alle esigenze e agli interrogativi posti dall’emergenza Covid e che non consenta fughe in avanti a parte della giurisprudenza. Tolleranza zero, ma nessuno spazio ad accanimenti anti-imprenditoriali che, traducendosi in minori investimenti e minore capacità operativa, aggraverebbero situazioni aziendali già compromessi.

Quotidiano Giuridico

Emergenza sanitaria e rinegoziazione dei contratti di locazione commerciale e affitto d'azienda

02/03/2021 - Di seguito l'articolo dell’Avv. Gelli, pubblicato su I Contratti n. 1/2021, Ipsoa, Milano. Partendo dagli spunti offerti dal confronto tra quattro interessanti pronunce del Tribunale di Roma, caratterizzate da approcci metodologici diversi ed esiti, a volte, antitetici, l’Autore analizza la disciplina dei rimedi previsti dall’ordinamento, per la gestione delle sopravvenienze contrattuali, esaminando l’impatto della recente pandemia da virus “Covid-19” sui contratti di locazione commerciale e di affitto d’azienda, interrogandosi anche sulla portata degli obblighi generali di buona fede e correttezza delle parti e sui limiti dell’equità integrativa del giudice. Di seguito l'articolo dell’Avv. Gelli, pubblicato su I Contratti n. 1/2021, Ipsoa, Milano. Partendo dagli spunti offerti dal confronto tra quattro interessanti pronunce del Tribunale di Roma, caratterizzate da approcci metodologici diversi ed esiti, a volte, antitetici, l’Autore analizza la disciplina dei rimedi previsti dall’ordinamento, per la gestione delle sopravvenienze contrattuali, esaminando l’impatto della recente pandemia da virus “Covid-19” sui contratti di locazione commerciale e di affitto d’azienda, interrogandosi anche sulla portata degli obblighi generali di buona fede e correttezza delle parti e sui limiti dell’equità integrativa del giudice.

Incompletezza cartella clinica: il paziente può usarla come presunzione per provare il nesso di causalità

02/03/2021 - La Cassazione, ordinanza 18 febbraio 2021, n. 4424, ha ribadito il principio del doppio ciclo causale nei giudizi di responsabilità medica, secondo cui, prima, il paziente deve provare il nesso di causalità tra condotta del sanitario e evento dannoso subito e, successivamente, il sanitario dovrà provare la sussistenza di una causa imprevedibile e inevitabile che ha reso impossibile la prestazione. Il paziente può fornire la propria prova anche attraverso l’incompletezza della cartella clinica, se la condotta del medico era astrattamente idonea a causare il danno e detta incompletezza ha reso impossibile verificare il nesso causale. La Cassazione, ordinanza 18 febbraio 2021, n. 4424, ha ribadito il principio del doppio ciclo causale nei giudizi di responsabilità medica, secondo cui, prima, il paziente deve provare il nesso di causalità tra condotta del sanitario e evento dannoso subito e, successivamente, il sanitario dovrà provare la sussistenza di una causa imprevedibile e inevitabile che ha reso impossibile la prestazione. Il paziente può fornire la propria prova anche attraverso l’incompletezza della cartella clinica, se la condotta del medico era astrattamente idonea a causare il danno e detta incompletezza ha reso impossibile verificare il nesso causale.

Il condomino ha diritto ad una copia della diffida inoltrata dall'amministratore a difesa delle parti comuni

02/03/2021 - Ciascun condomino abbia il diritto non soltanto di conoscere il contenuto, ma anche di prendere visione e di ottenere il rilascio di copia dall'amministratore dei documenti attinenti all'adempimento degli obblighi da questo assunti per la gestione collegiale di interessi individuali, quali, nella specie, quelli finalizzati al compimento di atti conservativi relativi alle parti comuni (diffida inoltrata per far cessare la realizzazione di lavori abusivi su aree condominiali). È quanto si legge nell’ordinanza della Cassazione del 26 febbraio 2021, n. 5443. Ciascun condomino abbia il diritto non soltanto di conoscere il contenuto, ma anche di prendere visione e di ottenere il rilascio di copia dall'amministratore dei documenti attinenti all'adempimento degli obblighi da questo assunti per la gestione collegiale di interessi individuali, quali, nella specie, quelli finalizzati al compimento di atti conservativi relativi alle parti comuni (diffida inoltrata per far cessare la realizzazione di lavori abusivi su aree condominiali). È quanto si legge nell’ordinanza della Cassazione del 26 febbraio 2021, n. 5443.

La Corte d'appello può diminuire la pena già inferiore al minimo legale? La risposta delle SS.UU.

02/03/2021 - Le sezioni Unite penali della Corte di cassazione, con sentenza 26 febbraio 2021, n. 7578, hanno dato risposta al seguente quesito: «Se il giudice di appello, investito dell'impugnazione del solo imputato che, giudicato con il rito abbreviato per reato contravvenzionale, lamenti l'illegittima riduzione della pena ai sensi dell'art. 442 c.p.p. nella misura di un terzo anziché della metà, debba applicare detta diminuente nella misura di legge, pur quando la pena irrogata dal giudice di primo grado non rispetti le previsioni edittali e sia di favore per l'imputato» Le sezioni Unite penali della Corte di cassazione, con sentenza 26 febbraio 2021, n. 7578, hanno dato risposta al seguente quesito: «Se il giudice di appello, investito dell'impugnazione del solo imputato che, giudicato con il rito abbreviato per reato contravvenzionale, lamenti l'illegittima riduzione della pena ai sensi dell'art. 442 c.p.p. nella misura di un terzo anziché della metà, debba applicare detta diminuente nella misura di legge, pur quando la pena irrogata dal giudice di primo grado non rispetti le previsioni edittali e sia di favore per l'imputato»

Valutazione dell'adeguatezza della misura custodiale: conta anche il superiore interesse del minore

02/03/2021 - Pronunciandosi su un ricorso proposto avverso la ordinanza con cui il tribunale del riesame aveva rigettato l'appello cautelare proposto da un indagato avverso la reiezione della richiesta di sostituzione, con gli arresti domiciliari, della misura della custodia cautelare in carcere in atto applicata, la Corte di Cassazione (sentenza 11 febbraio 2021, n. 5486) – nell’accogliere la tesi difensiva, secondo cui erroneamente sarebbe stata ritenuta non comprovata l'assoluta impossibilità della convivente dell’indagato, con cui questi aveva avuto un bambino in tenera età, di dare assistenza al figlio così da giustificare la concessione degli arresti domiciliari in ragione di quanto previsto dal dell'art. 275 c.p.p. – ha invece affermato che le conclusioni dei giudici erano state adottate senza chiarire quali fossero in concreto le condizioni psico - fisiche della donna al momento della decisione e in che misura la riduzione del quadro patologico consentisse di ritenere che il bambino potesse essere compiutamente assistito, valutazioni che il Tribunale avrebbe potuto rendere avvalendosi, ai sensi dell'art. 299 c.p.p., comma 4 ter, di appositi accertamenti, utili a fotografare le condizioni della madre e del figlio dell’indagato, soprattutto in relazione alla possibilità di considerare la funzionalità degli interventi esterni, integrativi e suppletivi, quanto alla puntuale realizzazione del preminente interesse del minore, criterio guida imprescindibile da valutare in consimili ipotesi. Pronunciandosi su un ricorso proposto avverso la ordinanza con cui il tribunale del riesame aveva rigettato l'appello cautelare proposto da un indagato avverso la reiezione della richiesta di sostituzione, con gli arresti domiciliari, della misura della custodia cautelare in carcere in atto applicata, la Corte di Cassazione (sentenza 11 febbraio 2021, n. 5486) – nell’accogliere la tesi difensiva, secondo cui erroneamente sarebbe stata ritenuta non comprovata l'assoluta impossibilità della convivente dell’indagato, con cui questi aveva avuto un bambino in tenera età, di dare assistenza al figlio così da giustificare la concessione degli arresti domiciliari in ragione di quanto previsto dal dell'art. 275 c.p.p. – ha invece affermato che le conclusioni dei giudici erano state adottate senza chiarire quali fossero in concreto le condizioni psico - fisiche della donna al momento della decisione e in che misura la riduzione del quadro patologico consentisse di ritenere che il bambino potesse essere compiutamente assistito, valutazioni che il Tribunale avrebbe potuto rendere avvalendosi, ai sensi dell'art. 299 c.p.p., comma 4 ter, di appositi accertamenti, utili a fotografare le condizioni della madre e del figlio dell’indagato, soprattutto in relazione alla possibilità di considerare la funzionalità degli interventi esterni, integrativi e suppletivi, quanto alla puntuale realizzazione del preminente interesse del minore, criterio guida imprescindibile da valutare in consimili ipotesi.

Attesta falsamente di aver pagato i propri subfornitori e ottiene contributi pubblici: è reato

01/03/2021 - Pronunciandosi sul ricorso proposto avverso la ordinanza con cui il tribunale del riesame aveva respinto l’istanza proposta dal titolare di un’impresa avverso il provvedimento con cui era stato disposto il sequestro della somma di 1 milione di euro quale profitto del reato di cui all’art. 316-ter, c.p., la Corte di Cassazione (sentenza 11 febbraio 2021, n. 5474) – nel disattendere la tesi difensiva, secondo cui erroneamente i giudici di merito avevano ritenuto sussistente il reato in esame, non potendo ritenersi la somma incassata dall'impresa illecita in quanto derivante da un'attività lavorativa regolarmente eseguita; - ha invece affermato che la ricezione delle somme sulla scorta di documentazione falsa presentata al committente pubblico cui spettava la distribuzione costituisce proprio il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche, non rilevando la circostanza che la somma ottenuta corrisponda a lavori effettivamente svolti, posto che l'ingiustificato incasso integra proprio la condizione di "indebita" percezione di cui all'art. 316-ter, c.p.x Pronunciandosi sul ricorso proposto avverso la ordinanza con cui il tribunale del riesame aveva respinto l’istanza proposta dal titolare di un’impresa avverso il provvedimento con cui era stato disposto il sequestro della somma di 1 milione di euro quale profitto del reato di cui all’art. 316-ter, c.p., la Corte di Cassazione (sentenza 11 febbraio 2021, n. 5474) – nel disattendere la tesi difensiva, secondo cui erroneamente i giudici di merito avevano ritenuto sussistente il reato in esame, non potendo ritenersi la somma incassata dall'impresa illecita in quanto derivante da un'attività lavorativa regolarmente eseguita; - ha invece affermato che la ricezione delle somme sulla scorta di documentazione falsa presentata al committente pubblico cui spettava la distribuzione costituisce proprio il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche, non rilevando la circostanza che la somma ottenuta corrisponda a lavori effettivamente svolti, posto che l'ingiustificato incasso integra proprio la condizione di "indebita" percezione di cui all'art. 316-ter, c.p.x

IACP: i proventi destinati agli alloggi non possono essere destinati ad altri fini

02/03/2021 - Con la sentenza n. 25 del 2021 il Giudice delle leggi ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, in riferimento all’art. 117, comma 3, Cost., dell’art. 8 della legge reg. Siciliana n. 17 del 2019, poiché la disposizione censurata, nel prorogare al 31 dicembre 2019 la possibilità per gli IACP della Sicilia di ripianare le gravi situazioni debitorie mediante l’utilizzo, a titolo esclusivo di anticipazione di liquidità, delle somme derivanti dalle economie di finanziamenti e cessione di cui alla legge 24 dicembre 1993, n. 560, destina tali proventi a fini diversi dalla realizzazione di un programma straordinario di realizzazione o di acquisto di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica e di manutenzione straordinaria del patrimonio esistente, ponendosi in contrasto con il principio di coordinamento della finanza pubblica di cui alla suddetta disposizione statale. Con la sentenza n. 25 del 2021 il Giudice delle leggi ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, in riferimento all’art. 117, comma 3, Cost., dell’art. 8 della legge reg. Siciliana n. 17 del 2019, poiché la disposizione censurata, nel prorogare al 31 dicembre 2019 la possibilità per gli IACP della Sicilia di ripianare le gravi situazioni debitorie mediante l’utilizzo, a titolo esclusivo di anticipazione di liquidità, delle somme derivanti dalle economie di finanziamenti e cessione di cui alla legge 24 dicembre 1993, n. 560, destina tali proventi a fini diversi dalla realizzazione di un programma straordinario di realizzazione o di acquisto di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica e di manutenzione straordinaria del patrimonio esistente, ponendosi in contrasto con il principio di coordinamento della finanza pubblica di cui alla suddetta disposizione statale.

Necessità di un concreto interesse all'accesso agli atti amministrativi

02/03/2021 - L’interesse all’accesso agli atti è tutelato dall’ordinamento allorché connesso ad una concreta, attuale ed apprezzabile esigenza ostensiva, tramutandosi altrimenti in una surrettizia attività ispettiva nei confronti dell’Amministrazione. L’art. 22 della l. n. 241 del 1990 lega espressamente l’accesso alla sussistenza di “un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso”: il nesso con tale “situazione giuridicamente tutelata”, dunque, non può avere carattere meramente ipotetico ed eventuale. Lo stabilisce il Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 24 febbraio 2021, n. 1614. L’interesse all’accesso agli atti è tutelato dall’ordinamento allorché connesso ad una concreta, attuale ed apprezzabile esigenza ostensiva, tramutandosi altrimenti in una surrettizia attività ispettiva nei confronti dell’Amministrazione. L’art. 22 della l. n. 241 del 1990 lega espressamente l’accesso alla sussistenza di “un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso”: il nesso con tale “situazione giuridicamente tutelata”, dunque, non può avere carattere meramente ipotetico ed eventuale. Lo stabilisce il Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 24 febbraio 2021, n. 1614.

Conversazione Italia/Bruxelles sul tema degli Aiuti di Stato, profili generali e problematiche energetiche

01/03/2021 - AIDEN, l’Associazione italiana di diritto dell’energia www.associazioneaiden.it ha organizzato in data 8 marzo p.v. dalle ore 11.00 alle 13.00 una Conversazione on line Milano-Bruxelles sul tema degli aiuti di stato e le problematiche energetiche. Il webinar avrà lo scopo di presentare, con l’intervento di autorevoli accademici italiani e rappresentanti del Parlamento e della Commissione europea, il volume “Gli aiuti di stato: profili generali e problematiche”, che raccoglie una pluralità di studi e riflessioni sul tema degli aiuti. AIDEN, l’Associazione italiana di diritto dell’energia www.associazioneaiden.it ha organizzato in data 8 marzo p.v. dalle ore 11.00 alle 13.00 una Conversazione on line Milano-Bruxelles sul tema degli aiuti di stato e le problematiche energetiche. Il webinar avrà lo scopo di presentare, con l’intervento di autorevoli accademici italiani e rappresentanti del Parlamento e della Commissione europea, il volume “Gli aiuti di stato: profili generali e problematiche”, che raccoglie una pluralità di studi e riflessioni sul tema degli aiuti.

Milleproroghe in G.U.: le novità in tema di assemblee societarie

02/03/2021 - È stata pubblicata in G.U. la L. 26 febbraio 2021, n. 21 di conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 31 dicembre 2020, n. 183 (il c.d. Milleproroghe 2021) con disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, di realizzazione di collegamenti digitali, di esecuzione della decisione (UE, EURATOM) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, nonché in materia di recesso del Regno Unito dall'Unione europea. Ecco le novità in tema di assemblee societarie. È stata pubblicata in G.U. la L. 26 febbraio 2021, n. 21 di conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 31 dicembre 2020, n. 183 (il c.d. Milleproroghe 2021) con disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, di realizzazione di collegamenti digitali, di esecuzione della decisione (UE, EURATOM) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, nonché in materia di recesso del Regno Unito dall'Unione europea. Ecco le novità in tema di assemblee societarie.

Contratti derivati: il grandangolo dell'alea

01/03/2021 - Se il derivato ha una funzione di contenimento del rischio derivante dalla crescita dei tassi di interesse variabili che gravano sull’esposizione debitoria del cliente, la mancata concretizzazione del rischio in fase di esecuzione e la circostanza che la controparte abbia subito un danno non possono essere poste, in via automatica, a carico della banca, potendo rientrare nell’alea del derivato, anche quando la stessa contenga una regolazione non perfettamente allineata tra le parti; sempreché sia possibile la percezione dell’alea assunta da ciascun contraente al momento della stipulazione del contratto e non emergano condotte di mala fede da parte dell’intermediario. In questi termini si è espresso il Tribunale di Prato con sentenza n. 119 dell’11 febbraio 2021 che, risolvendo una controversia riguardante alcuni strumenti finanziari derivati, ha ritenuto dirimente ― per valutare la responsabilità dell’intermediario ― la percezione dell’alea al momento della conclusione del contratto. Se il derivato ha una funzione di contenimento del rischio derivante dalla crescita dei tassi di interesse variabili che gravano sull’esposizione debitoria del cliente, la mancata concretizzazione del rischio in fase di esecuzione e la circostanza che la controparte abbia subito un danno non possono essere poste, in via automatica, a carico della banca, potendo rientrare nell’alea del derivato, anche quando la stessa contenga una regolazione non perfettamente allineata tra le parti; sempreché sia possibile la percezione dell’alea assunta da ciascun contraente al momento della stipulazione del contratto e non emergano condotte di mala fede da parte dell’intermediario. In questi termini si è espresso il Tribunale di Prato con sentenza n. 119 dell’11 febbraio 2021 che, risolvendo una controversia riguardante alcuni strumenti finanziari derivati, ha ritenuto dirimente ― per valutare la responsabilità dell’intermediario ― la percezione dell’alea al momento della conclusione del contratto.

Prospetto e fondi comuni monetari: in G.U. il decreto di adeguamento alle nuove disposizioni europee

26/02/2021 - È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 46 del 24 febbraio 2021 il decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 17 di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/1129 relativo al prospetto per l'offerta pubblica e l'ammissione alla negoziazione di titoli di un mercato regolamentato, e alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/1131 sui fondi comuni monetari, decreto legislativo che entrerà in vigore l’11 marzo 2021. È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 46 del 24 febbraio 2021 il decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 17 di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/1129 relativo al prospetto per l'offerta pubblica e l'ammissione alla negoziazione di titoli di un mercato regolamentato, e alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/1131 sui fondi comuni monetari, decreto legislativo che entrerà in vigore l’11 marzo 2021.

Dailymotion e Veoh sono hosting provider “attivi”, secondo il Tribunale delle Imprese di Roma

02/03/2021 - Con due sentenze “gemelle” (20 e 22 gennaio 2021), il Tribunale di Roma ha dichiarato la natura di cc.dd. hosting provider “attivi” in capo ai gestori delle due video-sharing platform, condannandoli alla rimozione ed all’inibitoria dal futuro ricaricamento di numerosi estratti di opere audiovisive, nonché liquidando un cospicuo risarcimento del danno in favore della società titolare dei relativi diritti d’autore. Con due sentenze “gemelle” (20 e 22 gennaio 2021), il Tribunale di Roma ha dichiarato la natura di cc.dd. hosting provider “attivi” in capo ai gestori delle due video-sharing platform, condannandoli alla rimozione ed all’inibitoria dal futuro ricaricamento di numerosi estratti di opere audiovisive, nonché liquidando un cospicuo risarcimento del danno in favore della società titolare dei relativi diritti d’autore.

Pubblicità: può essere vietata su scala regionale nei programmi tv trasmessi a livello nazionale?

01/03/2021 - Il divieto imposto in Germania alle emittenti televisive di inserire, nelle loro trasmissioni nazionali, pubblicità televisive la cui diffusione sia limitata a un livello regionale potrebbe essere contrario al diritto dell’Unione. Secondo la Corte di Giustizia (sentenza del 3 febbraio 2021, causa C555/19) sarebbe, infatti, possibile che tale divieto assoluto – che di per sé non è contrario alla direttiva 2010/13/UE sui servizi di media audiovisivi e all’art. 11 della Carta dei diritti fondamentali Ue – vada al di là di quanto necessario per garantire il pluralismo dell’offerta di programmi televisivi, riservando i proventi della pubblicità televisiva regionale alle emittenti regionali e locali. Inoltre, esso potrebbe portare a una disparità inammissibile tra le emittenti televisive nazionali e i fornitori di servizi di pubblicità su Internet. Il divieto imposto in Germania alle emittenti televisive di inserire, nelle loro trasmissioni nazionali, pubblicità televisive la cui diffusione sia limitata a un livello regionale potrebbe essere contrario al diritto dell’Unione. Secondo la Corte di Giustizia (sentenza del 3 febbraio 2021, causa C555/19) sarebbe, infatti, possibile che tale divieto assoluto – che di per sé non è contrario alla direttiva 2010/13/UE sui servizi di media audiovisivi e all’art. 11 della Carta dei diritti fondamentali Ue – vada al di là di quanto necessario per garantire il pluralismo dell’offerta di programmi televisivi, riservando i proventi della pubblicità televisiva regionale alle emittenti regionali e locali. Inoltre, esso potrebbe portare a una disparità inammissibile tra le emittenti televisive nazionali e i fornitori di servizi di pubblicità su Internet.

Riconoscimento facciale: il Consiglio d'Europa emana le linee guida

26/02/2021 - Durante la giornata europea per la protezione dei dati personali, svoltasi lo scorso 21 gennaio 2021, il Comitato Consultivo della Convenzione 108 - istituito in seno al Consiglio d’Europa - ha emanato le Linee Guida relative al riconoscimento facciale, ritenendo doveroso intervenire in merito attesa la necessità di evitare i grandissimi rischi per la privacy e per il trattamento alla luce dello sviluppo rapidissimo e sempre crescente delle nuove tecnologie applicabili. Durante la giornata europea per la protezione dei dati personali, svoltasi lo scorso 21 gennaio 2021, il Comitato Consultivo della Convenzione 108 - istituito in seno al Consiglio d’Europa - ha emanato le Linee Guida relative al riconoscimento facciale, ritenendo doveroso intervenire in merito attesa la necessità di evitare i grandissimi rischi per la privacy e per il trattamento alla luce dello sviluppo rapidissimo e sempre crescente delle nuove tecnologie applicabili.

Il recesso datoriale per sopravvenuta inidoneità alla mansione rientra nel blocco dei licenziamenti?

02/03/2021 - Con sentenza del 7 gennaio 2021, il Giudice del Lavoro del Tribunale di Ravenna ha dichiarato la nullità del licenziamento adottato dall’impresa nei confronti di un lavoratore dipendente poiché divenuto inidoneo alla mansione. Il Giudice ha infatti affermato che questa tipologia di licenziamento è soggetta al vigente divieto di licenziamento dovuto all’emergenza Covid-19. Con sentenza del 7 gennaio 2021, il Giudice del Lavoro del Tribunale di Ravenna ha dichiarato la nullità del licenziamento adottato dall’impresa nei confronti di un lavoratore dipendente poiché divenuto inidoneo alla mansione. Il Giudice ha infatti affermato che questa tipologia di licenziamento è soggetta al vigente divieto di licenziamento dovuto all’emergenza Covid-19.

Dipendente di Poste Italiane picchiato durante una rapina: è responsabile il datore

01/03/2021 - In caso di responsabilità contrattuale per omessa adozione, ai sensi dell'art. 2087 c.c., delle opportune misure di prevenzione atte a preservare l'integrità psico-fisica del lavoratore sul luogo di lavoro, l'onere della prova grava sul datore di lavoro, che avrebbe dovuto dimostrare di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno (prova liberatoria). È quanto affermato da Cass. civ., Sez. Lav., ordinanza 25 febbraio 2021, n. 5255. In caso di responsabilità contrattuale per omessa adozione, ai sensi dell'art. 2087 c.c., delle opportune misure di prevenzione atte a preservare l'integrità psico-fisica del lavoratore sul luogo di lavoro, l'onere della prova grava sul datore di lavoro, che avrebbe dovuto dimostrare di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno (prova liberatoria). È quanto affermato da Cass. civ., Sez. Lav., ordinanza 25 febbraio 2021, n. 5255.

Ancora sulla sospensione feriale nelle opposizioni ad ordinanza-ingiunzione in materia di lavoro

26/02/2021 - A seguito dell’entrata in vigore del d.lgs. 150/2011, che, per quel che qui rileva, ha esteso l’applicazione del rito del lavoro a tutte le controversie di opposizione ad ordinanza-ingiunzione, le Sezioni Unite affrontano nuovamente il tema dell’applicabilità della sospensione dei termini nel periodo feriale alle controversie relative a violazioni in materia di lavoro e se, sotto questo profilo, ancora sussista una disciplina differenziata tra queste ultime e quelle relative ad omissioni contributive (Cassazione civile, sezioni Unite, sentenza 29 gennaio 2021, n. 2145). A seguito dell’entrata in vigore del d.lgs. 150/2011, che, per quel che qui rileva, ha esteso l’applicazione del rito del lavoro a tutte le controversie di opposizione ad ordinanza-ingiunzione, le Sezioni Unite affrontano nuovamente il tema dell’applicabilità della sospensione dei termini nel periodo feriale alle controversie relative a violazioni in materia di lavoro e se, sotto questo profilo, ancora sussista una disciplina differenziata tra queste ultime e quelle relative ad omissioni contributive (Cassazione civile, sezioni Unite, sentenza 29 gennaio 2021, n. 2145).

Si applica il parametro assistenziale all'ex coniuge caduto in disgrazia molti anni dopo il divorzio

02/03/2021 - L’assegno divorzile, ove richiesto per la prima volta nel giudizio di revisione ai sensi dell’art. 9 della legge 1 dicembre 1970, n. 898, va attribuito e quantificato facendo applicazione degli elementi di cui all’art. 5, comma 6, prima parte, della l. n. 898 del 1970 e non del parametro del tenore di vita godibile durante il matrimonio, da valutare secondo il composito criterio assistenziale, compensativo e perequativo, con eventuale prevalenza, a date condizioni, di una delle tre componenti rispetto alle altre. In particolare la funzione assistenziale potrà assumere nuova e rilevante preponderanza tutte le volte in cui il giudice di merito accerti che il sopravvenuto, e incolpevole, peggioramento della condizione economica di vita di uno degli ex coniugi non sia altrimenti suscettibile di compensazione per l’assenza di altri obbligati o di altre forme di sostegno pubblico e che l’ex coniuge, meglio dotato nel patrimonio e capace di fornire una qualche forma di erogazione, abbia in passato ricevuto o goduto di apporti significativi da parte di quello successivamente impoveritosi e bisognoso di un sostegno alimentare in senso ampio.. Lo stabilisce la Cassazione civile, sentenza 24 febbraio 2021, n. 5055. L’assegno divorzile, ove richiesto per la prima volta nel giudizio di revisione ai sensi dell’art. 9 della legge 1 dicembre 1970, n. 898, va attribuito e quantificato facendo applicazione degli elementi di cui all’art. 5, comma 6, prima parte, della l. n. 898 del 1970 e non del parametro del tenore di vita godibile durante il matrimonio, da valutare secondo il composito criterio assistenziale, compensativo e perequativo, con eventuale prevalenza, a date condizioni, di una delle tre componenti rispetto alle altre. In particolare la funzione assistenziale potrà assumere nuova e rilevante preponderanza tutte le volte in cui il giudice di merito accerti che il sopravvenuto, e incolpevole, peggioramento della condizione economica di vita di uno degli ex coniugi non sia altrimenti suscettibile di compensazione per l’assenza di altri obbligati o di altre forme di sostegno pubblico e che l’ex coniuge, meglio dotato nel patrimonio e capace di fornire una qualche forma di erogazione, abbia in passato ricevuto o goduto di apporti significativi da parte di quello successivamente impoveritosi e bisognoso di un sostegno alimentare in senso ampio.. Lo stabilisce la Cassazione civile, sentenza 24 febbraio 2021, n. 5055.

Marito si dichiara single su facebook: sì all'addebito della separazione

01/03/2021 - Il sostegno economico volontariamente e saltuariamente prestato dai familiari non si identifica come una componente del reddito prodotto dal singolo soggetto obbligato al mantenimento dei figli, e, per tale ragione, non vale ad implementarne il reddito, allegato presuntivamente con la produzione delle dichiarazioni fiscali, ovvero individuato all’esito delle specifiche indagini patrimoniali svolte ad impulso di parte o d’ufficio, e sulla cui base deve quindi essere quantificato il suddetto contributo dovuto in favore della prole, al fine di preservarne il superiore interesse alla conservazione del pregresso stile di vita, tenuto conto delle effettive capacità reddituali conservate da ciascun genitore dopo la disgregazione della famiglia. Lo stabilisce il Tribunale di Palmi, sentenza 7 gennaio 2021. Il sostegno economico volontariamente e saltuariamente prestato dai familiari non si identifica come una componente del reddito prodotto dal singolo soggetto obbligato al mantenimento dei figli, e, per tale ragione, non vale ad implementarne il reddito, allegato presuntivamente con la produzione delle dichiarazioni fiscali, ovvero individuato all’esito delle specifiche indagini patrimoniali svolte ad impulso di parte o d’ufficio, e sulla cui base deve quindi essere quantificato il suddetto contributo dovuto in favore della prole, al fine di preservarne il superiore interesse alla conservazione del pregresso stile di vita, tenuto conto delle effettive capacità reddituali conservate da ciascun genitore dopo la disgregazione della famiglia. Lo stabilisce il Tribunale di Palmi, sentenza 7 gennaio 2021.

Successione: in caso di conto cointestato, i coniugi sono debitori e creditori solidali

26/02/2021 - La cointestazione di un conto corrente tra coniugi attribuisce agli stessi, ex art. 1854 c.c., la qualità di creditori o debitori solidali dei saldi del conto, sia nei confronti dei terzi che nei rapporti interni, e fa presumere la contitolarità dell'oggetto del contratto; tale presunzione dà luogo ad una inversione dell'onere probatorio che può essere superata attraverso presunzioni semplici - purché gravi, precise e concordanti - dalla parte che deduca una situazione giuridica diversa da quella risultante dalla cointestazione stessa. È quanto stabilito dalla Cassazione civile, sez. II, sentenza 23 febbraio 2021, n. 4838. La cointestazione di un conto corrente tra coniugi attribuisce agli stessi, ex art. 1854 c.c., la qualità di creditori o debitori solidali dei saldi del conto, sia nei confronti dei terzi che nei rapporti interni, e fa presumere la contitolarità dell'oggetto del contratto; tale presunzione dà luogo ad una inversione dell'onere probatorio che può essere superata attraverso presunzioni semplici - purché gravi, precise e concordanti - dalla parte che deduca una situazione giuridica diversa da quella risultante dalla cointestazione stessa. È quanto stabilito dalla Cassazione civile, sez. II, sentenza 23 febbraio 2021, n. 4838.

Processo tributario: nulla la sentenza di rinvio se del collegio fa parte il giudice di quella cassata

01/03/2021 - In caso di giudizio di rinvio svoltosi davanti allo stesso magistrato persona fisica o davanti a un giudice collegiale del quale anche uno solo dei componenti aveva partecipato alla pronuncia del provvedimento cassato, si verifica la nullità ex art. 158 c.p.c. attinente alla costituzione del giudice, per violazione della statuizione sull'alterità, senza che occorra fare ricorso alla ricusazione (art. 52 c.p.c.), essendosi la sentenza cassatoria già pronunciata sull'alterità. Così ha stabilito la Cassazione civile con l’ordinanza n. 4952/2021. In caso di giudizio di rinvio svoltosi davanti allo stesso magistrato persona fisica o davanti a un giudice collegiale del quale anche uno solo dei componenti aveva partecipato alla pronuncia del provvedimento cassato, si verifica la nullità ex art. 158 c.p.c. attinente alla costituzione del giudice, per violazione della statuizione sull'alterità, senza che occorra fare ricorso alla ricusazione (art. 52 c.p.c.), essendosi la sentenza cassatoria già pronunciata sull'alterità. Così ha stabilito la Cassazione civile con l’ordinanza n. 4952/2021.

Sottrazione al pagamento delle imposte: i presupposti per la responsabilità del professionista

26/02/2021 - Per ipotizzare il concorso di un professionista nel delitto di cui all’art. 11 d.lgs. n. 74 del 2000 occorre descrivere la condotta tenuta da tale soggetto ed in particolare la tipologia degli atti fraudolenti idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva avviata dal Fisco non potendosi può ricondurre ad un professionista, solo perché avvocato civilista, tutte le eventuali operazioni negoziali suscettibili di incidere sull'astratta possibilità di riscossione coattiva del Fisco, con conseguente necessità di circoscrivere in sede di merito non solo le singole operazioni volte a eludere la riscossione coattiva, ma anche il contributo fornito rispetto ad esse dall'indagato. Così si è espressa la Cassazione penale con la sentenza n. 6164/2020. Per ipotizzare il concorso di un professionista nel delitto di cui all’art. 11 d.lgs. n. 74 del 2000 occorre descrivere la condotta tenuta da tale soggetto ed in particolare la tipologia degli atti fraudolenti idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva avviata dal Fisco non potendosi può ricondurre ad un professionista, solo perché avvocato civilista, tutte le eventuali operazioni negoziali suscettibili di incidere sull'astratta possibilità di riscossione coattiva del Fisco, con conseguente necessità di circoscrivere in sede di merito non solo le singole operazioni volte a eludere la riscossione coattiva, ma anche il contributo fornito rispetto ad esse dall'indagato. Così si è espressa la Cassazione penale con la sentenza n. 6164/2020.

Scudo fiscale: il contribuente deve provare il collegamento con le somme oggetto di rimpatrio

24/02/2021 - Il contribuente è tenuto a fornire la dimostrazione di una concreta correlazione oggettiva (quanto meno di compatibilità, se non di immediata derivazione, oltre che cronologica e quantitativa) tra il reddito accertato e la provenienza delle somme o dei beni rimpatriati o regolarizzati, nel senso che il reddito non dichiarato, oggetto di accertamento, deve essere collegato alle somme o ai beni emersi a seguito dei rimpatrio, restando pertanto escluse dall'efficacia inibente dello "scudo" tutte quelle fattispecie in cui l’accertamento abbia ad oggetto componenti estranei rispetto alle attività "scudate" e con essi non compatibili. In questo modo si è espressa la Cassazione civile, con l’ordinanza n. 4719/2021. Il contribuente è tenuto a fornire la dimostrazione di una concreta correlazione oggettiva (quanto meno di compatibilità, se non di immediata derivazione, oltre che cronologica e quantitativa) tra il reddito accertato e la provenienza delle somme o dei beni rimpatriati o regolarizzati, nel senso che il reddito non dichiarato, oggetto di accertamento, deve essere collegato alle somme o ai beni emersi a seguito dei rimpatrio, restando pertanto escluse dall'efficacia inibente dello "scudo" tutte quelle fattispecie in cui l’accertamento abbia ad oggetto componenti estranei rispetto alle attività "scudate" e con essi non compatibili. In questo modo si è espressa la Cassazione civile, con l’ordinanza n. 4719/2021.

Speciali

Pace fiscale

Fonte: ipsoa.it

Reddito di cittadinanza

Fonte: ipsoa.it

Quota 100 e pensioni 2019

Fonte: ipsoa.it

Fattura elettronica

Fonte: ipsoa.it

Tariffe Inail 2019

Fonte: ipsoa.it

Auto: ecotassa e bonus 2019

Fonte: ipsoa.it

Fondo Garanzia PMI

Fonte: ipsoa.it

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